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Martedì 07 Settembre 2010
 
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  LA RIVISTA DEL MARE


 
Il veliero Tara sosta a Napoli
Per 3 anni l'imbarcazione solcherà i mari alla ricerca delle biodiversità
di Rita Giuseppone
30.10.2009
Il veliero francese Tara è stato il prestigioso ospite del porto di Napoli nei giorni tra il 21 e il 24 ottobre. La speciale imbarcazione, lunga 36 metri e attrezzata con tutte le più sofisticate tecnologie per l'analisi dell'ambiente marino, ha cominciato il suo lungo viaggio lo scorso settembre da Lorient, in Francia, per poi approdare a Lisbona, Tangeri, Algeri, Barcellona, Nizza, Tunisi, Napoli e in seguito Malta, da dove proseguirà il suo percorso, destinato a durare ben tre anni. La Tara Oceans Expedition ospita a bordo un equipaggio internazionale e un team di scienziati, tra cui oceanografi, ecologi, biologi e fisici che hanno come obiettivo quello di condurre una missione scientifica simile a quella che compì Charles Darwin con la spedizione pioneristica del Beagle più di un secolo e mezzo fa, che lo portò a teorizzare l’origine della specie. Il pool di esperti raccoglierà informazioni e dati per effettuare una nuova mappatura degli oceani, acquisendo nuovi importanti elementi che aiuteranno nella comprensione dell'evoluzione delle prime forme di vita, ma anche dei cicli globali biochimici e dell'evoluzione spazio-temporale del clima terrestere. L’ambizioso progetto coinvolge ben 50 laboratori in 15 diversi paesi. A rappresentare l'Italia sono l'Università Milano Bicocca, l'Università Politecnica delle Marche e la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. Proprio all’Acquario si è tenuto il cocktail di benvenuto che ha seguito l’incontro con la stampa a bordo del veliero il giorno 22 ottobre. Per l’occasione, due dei principali coordinatori scientifici della missione, Chris Bowler (ENS Parigi) e Francesca Benzoni (Milano Bicocca), hanno esplicato alle autorità e ai giornalisti alcune presentazioni scientifiche della missione. Tara Oceans nasce da un’idea di Eric Karsenti, direttore dell’European Molecular Biology Laboratory di Heidelberg ed attuale condirettore scientifico di Tara, che ha spiegato: «Circa dieci anni fa leggevo “Il viaggio del Beagle” di Darwin, che descriveva l’avventura da cui è scaturita la teoria dell’evoluzione della specie, su cui oggi si regge la scienza umana ed ho pensato ad un viaggio simile, una crociera durante la quale indagare la biodiversità negli oceani tramite lo studio del plancton e della barriera corallina». Un progetto che ha preso corpo grazie all’intraprendenza dello scienziato e soltanto dopo una lunga fase di preparazione iniziata con la ricerca della barca e il reclutamento degli scenziati più adatti e non ancora terminata, dato che la battaglia per i finanziamenti è ancora aperta.
 
 
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