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Marted́ 07 Settembre 2010
 
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  LA RIVISTA DEL MARE


 
Il mito della creazione secondo i Vichinghi
Tra gli abissi dei giganti norreni
Viviana Francone
02.03.2010
Tra le lontanissime terre del Nord, tra i loro ghiacci, i gelidi paesaggi scandinavi, troviamo l’ennesima storia sulla nascita della terra, delle divinità e dell’uomo.
Si tratta di una cosmogonia e di una teogonia assai suggestive, i cui eventi sono descritti in un’evocazione ricca di paesaggi ostili, di montagne e di ghiacciai.
All’inizio dei tempi, dunque, si contrapponevano il regno del ghiaccio e quello del fuoco.
Tra di essi c’era il “Gap”, ossia il “grande nulla”. Jotunheimr (o Niflehim) era il nome del regno del ghiaccio: da esso scorrevano verso l’oceano fiumi di veleno che riempivano l’abisso.
Muspell, invece, era il regno del fuoco, che emanava faville infuocate e forti flussi d’aria. Dall’incontro dei venti scaturivano correnti tanto forti da scalfire le montagne, conferendo loro sembianze umane. E proprio da una di queste montagne nacque Ymir, padre dei giganti di fuoco e di ghiaccio.
La leggenda, infatti, vuole che dal suo sudore, o meglio dal sudore dei suoi piedi, nascessero i primi giganti, dotati di forza sovrumana e spesso nemici degli dèi (anche se, ogni tanto, non disdegnavano di sposarsi con loro). La dimora dei giganti di ghiaccio era la fortezza di Utgaror a Jotunheim, uno dei nove mondi della cosmologia norrena: Utgaror era separato dalla terra di mezzo (Miogaror) nella quale erano relegati gli uomini. In questa terra si incontravano quattro fiumi di ghiaccio che avevano origine dalla magica mucca Audhumla, la quale viveva a Niflehim. Quando Audhumla leccò il ghiaccio dandogli la forma di un uomo, creò Buri, il primo dio vichingo. Bestla, una delle più giovani gigantesse di ghiaccio, si innamorò di Buri e dall’unione nacquero tre figli : Odino, Vili e Ve, che divennero dèi vichinghi.
Un giorno i tre decisero di uccide re Ymir, padre di Bestla: dalle sue ferite mortali uscì così tanto sangue da annegare tutti i giganti di ghiaccio, eccetto Bergelmir che si salvò aggrappandosi ad un tronco cavo. Odino e i suoi fratelli crearono, allora, la Terra di Mezzo, usando il corpo di Ymir per creare la terra, il suo sangue per creare il mare, il suo cranio per creare il cielo.
Da ceppi di frassino, invece, crearono il primo uomo e la prima donna.
È interessante notare che, in questa storia mitica, l’acqua è quasi sempre sostituita da altri elementi che scorrono, ma non evocano sensazioni di tranquillità. Essa, anzi, in questa mitologia “del freddo”, diventa sempre ghiaccio.
Non solo: quelli che dovrebbero essere fiumi portatori di vita, sono invece veleno e, nel caso della morte di Ymir, addirittura sono fiumi di sangue.
E se gli antichi greci si facevano scudo della gloria dei miti, dai quali si vantavano di discendere, la mitologia scandinava invece sembra disdegnare e osservare da lontano il vile mondo degli umani.
 
 
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