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Marted́ 07 Settembre 2010
 
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  LA RIVISTA DEL MARE


 
Salviamo la spiaggia di Troisi
I lettori ci scrivono
Lucilia Gregori
19.02.2009
Riceviamo e pubblichiamo una lettera pervenuta alla redazione in merito al salvataggio della spiaggia di Troisi.

Sono un docente di Geomorfologia dell’Università di Perugia e tra l’altro insegno nei miei corsi anche morfogenesi costiera. Cercando immagini significative a fini didattici mi sono imbattuta nelle splendide spiagge di Salina.
Ho visto anche gli appelli delle varie associazioni affinchè si intervenga per la spiaggia di Troisi. L’unica cosa che si può fare è in prima battuta studiare l’area sotto il profilo della dinamica marina e/o costiera, ma purtroppo Salina e la sua spiaggia sono un chiaro esempio didattico di arretramento di costa alta che avviene con le dinamiche descritte: erosione marina e progressivo crollo della scarpata/falesia.
I massi che cadono sono pertanto conseguenza di questo processo naturale che porta all’evoluzione di coste alte. È un fenomeno noto in geomorfologia e contrastarlo con la messa in sicurezza non è facile e forse non sufficiente, a parte il fatto di deturpare l'area. Tale ambiente va frequentato con cautela ed attenzione; mettersi a ridosso della scarpata è molto rischioso. Le barche ed i motori, chiamati in causa, non riescono a movimentare quantitativi di sabbia sufficienti ad innescare una così energica erosione dovuta al moto ondoso che “fa il suo lavoro”. Si parla di un arretramento incrementato negli ultimi anni e questo andrebbe visto attraverso studi che tengano conto delle diverse variabili in gioco, senza escludere gli effetti di possibili interventi antropici che, anche se lontani, potrebbero aver compromesso il delicato equilibrio, che sembrava raggiunto tra i rapporti di erosione/sedimentazione del mare.
Il problema della spiaggia di Troisi mi ha "affascinato" sotto il profilo professionale e "emozionale". Mi auguro che presto qualcuno riesca a gestire e tutelare questo significativo "Geomorfosito" che fa parte sicuramente del Patrimonio Geologico d'Italia.
 
 
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