Marco Gavio, detto Apicio è considerato il maggior esperto di gastronomia della Roma del basso impero, gli viene attribuito il De re coquinaria, un manuale di cucina con 478 ricette. Visse nel I secolo d.C, ma il suo nome è arrivato fino a noi per i sontuosi banchetti che bandiva. Si raccontano molte leggende sulle avventure intraprese per soddisfare la sua golosità. Due di queste vale la pena raccontarle.
Apicio trascorreva gran parte del suo tempo in una villa sita sul litorale Campano, a Minturno per la precisione. Quella zona era famosa nell’antichità per le dimensioni dei gamberi che vi si pescavano, persino più grandi di quelli di Alessandria d’Egitto o di Smirne. Lo stesso Apicio era orgogliosissimo di quelli che si trovavano nel mare della sua villa.
Un giorno, colto da un atroce dubbio il romano saltò su una delle sue numerose imbarcazioni e prese il mare, diretto in Libia, poiché qualcuno gli aveva raccontato che li si potevano trovare dei gamberi molto più grandi di quelli di Minturno. La traversata fu lunga e scomoda, a causa del tempo pessimo, ma Apicio riuscì comunque a giungere in Libia dove già si era sparsa la voce del suo viaggio alla ricerca dei gamberi giganti. Appena giunse nel porto la nave di Apicio fu assalita da ogni pescatore della zona, tutti portavano dei gamberi bellissimi e di notevoli dimensioni. Nessuno però gli aveva portato un esemplare che fosse grande almeno quanto uno dei suoi, fu così che Apicio tornò in Italia, alla sua Minturno, ben soddisfatto del primato ottenuto.
Il secondo aneddoto su Marco Gavio Apicio riguarda le triglie di scoglio. Questi pesci nell’antica Roma avevano un prezzo elevatissimo, non solo perché molto apprezzate, ma soprattutto perché non si riusciva a farle vivere nelle vasche di stabulazione. L’imperatore Caligola aveva pagato una grossa triglia addirittura 8000 sesterzi. Una cifra a dir poco astronomica se si pensa che superava di gran lunga il prezzo di un cuoco, che nell’antica Roma era uno schiavo. Il costo di quella triglia aveva battuto il record precedente realizzato quando l’imperatore Tiberio decise di vendere all’asta una triglia che gli era stata regalata, la più grossa che si fosse mai vista, si dice che pesasse addirittura 2 Kg e mezzo. Tiberio aveva previsto che soltanto due potevano essere gli acquirenti dell’ambita preda: Marco Gavio Apicio e Publio Ottavio, e difatti i due si contesero il pesce per un intero pomeriggio. Alla fine Publio Ottavio vinse e si aggiudicò la triglia per la somma di 5000 sesterzi.
Frittelle di Gamberi
Ingredienti (per 2 persone): 175 g di farina, ½ cipolla, 10 g di basilico, 150 g di gamberetti
Preparazione: Mescolate la farina con i gamberetti puliti e senza guscio, il basilico e la cipolla trita. Diluite con 150ml di acqua fredda e ottenete una pastella. Versate la pastella a cucchiaiate nell’olio e fatele friggere.
Triglie alla griglia
Ingredienti (per 6persone):1 kg. di triglie,1 dl. d’olio,uno spicchio d’aglio,2 foglie di lauro,sale pepe.
Preparazione: pulite le triglie, se sono fresche non svuotatele in quanto il loro fegato in questo caso è ottimo. Dopo aver eliminato le branchie, incidetele con la punta di un coltello da tutte e due le parti. Preparate una marinata con l’olio, l’aglio e il prezzemolo tritato, le due foglie di lauro, aggiustate con sale e pepe e tenete le triglie a marinare per circa un’ora. Quando i ferri della griglia saranno ben caldi mettetevi sopra le triglie e bagnate di tanto in tanto con la marinata. Servite le triglie ben calde con un insalata di ravanelli e lattuga. E’ da ricordare che nei mesi di settembre e di ottobre si trovano le triglie migliori. |