Vite affioranti dagli abissi marini, enigmatiche carcasse che spiaggiano dalla Florida alle Bahamas, scienziati che indagano per scoprire se c’è qualcosa di minaccioso sotto il mare… sembra lo spot di Surface, serie tv appena sbarcata sugli schermi italiani, ed invece si tratta di storie antiche e moderne, fantasie e leggende di tempeste e luci notturne, di miracolose retate di sirene e di favolosi squali giganti, al confine tra burla e mistero, che da sempre popolano gli incubi di marinai e pescatori che, dagli albori della nautica, si avventurano per mare.
La natura degli avvistamenti non è sempre alcoolica, ed anche se la stanchezza e i giochi di luce giocano brutti scherzi, per queste cose gli scienziati parlano di criptidi acquatici o globster.
Ne parlava già Plinio il Vecchio, nella sua “Storia naturale”, raccontando di un enorme polipo che, a Carteja, penetrò nel cortile di un pescivendolo, seminando panico tra uomini e cani che, dimostrandosi poco ospitali, trafissero la bestia di denti e tridenti, ributtandola tra le braccia di Nettuno.
Nel 1100 d.c. gli abitanti costieri del mare di Gerundo - antico e vastissimo bacino acquitrinoso tra Bergamo e Cremona, formato dalle esondazioni dei fiumi Adda, Oglio, Serio, Lambro e Silero - eressero mura alte 3 metri e lunghe 15 chilometri, per proteggersi dalle sortite di un drago marino. Un animale serpentiforme dall’alito pestifero. Era più di una leggenda visto che, ancora oggi, irriverenti reperti ossei fanno mostra di sé in diverse chiese. Un solo esempio: l’abside della chiesa di Almenno S. Salvatore, dove pende la gigantesca costola, lunga 260 cm, di una creatura che si vuole catturata nei “c’era una volta nel fiume Brembo…”.
Ai nostri giorni, Heuvelmans, nella sua “Histoire Naturelle des animaux cachés”, riporta 25 presunte specie di animali marini giganti ancora sconosciuti. Affermazioni che riportano a ritrovamenti di misteriose carcasse di criptidi marini non facilmente identificabili come appartenenti a specie note.
Qualche esempio: il 1° novembre 1922 gli abitanti di Margate (Sud Africa) trovarono, sulla spiaggia, un mostro marino lungo una decina di metri. La testa dell’animale era situata all’estremità di quella che sembrava una specie di proboscide lunga almeno un metro e mezzo.
Nel 1925 un altro globster fu ritrovato sugli scogli di Santa Cruz, California (Vedi foto). Si parlò di un rarissimo esemplare di balena “berardio boreale”. Tuttavia, nessuna delle ossa era abbastanza grande da appartenere ad una balena ed anche la coda era troppo piccola (poco meno di un metro) per potere essere quella di un essere vivente d’alto mare.
Nel 1969, sulla spiaggia messicana di Tecoluta, si spiaggiò un mostro marino del peso stimato in 35 tonnellate, ricoperto di placche corazzate ed un unico dente, che si protendeva dall’estremità della testa. Studiato dagli zoologi, il reperto rimane tuttora un mistero.
Nell’aprile del 1977 il peschereccio nipponico Zuiyo-Maru portò in superficie quello che sembrava… un plesiosauro di almeno dieci metri. La puzza era tale che, dopo avere scattato foto a ritmo giapponese, il cadavere venne gettato in mare. Si trattava di un grosso squalo o di un plesiosauro? Guardate le foto e lasciatevi rapire dal mistero di antichi segni che riaffiorano dal mare. Altrimenti, che razza di naviganti sareste?
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