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Hapi, il protettore del Nilo
Il padre degli dei nella terra delle Piramidi
Viviana Francone
19.02.2009
Hapi è uno dei figli di Horo che partecipò alla mummificazione del corpo di Osiride, divenendo uno dei patroni dei vasi canopi. È cinocefalo e con Nefti protegge i polmoni del defunto conservati nel vaso canopo che riporta il suo nome. Come punto cardinale raffigura il Nord. Ovviamente il viaggio nella mitologia oggi ci porta in Egitto. Hapi rappresenta la divinizzazione del Nilo nel duplice aspetto del sud e del nord. Antropomorfico ma ermafrodito, ha abbondante ginecomastia per accentuare il suo carattere di fecondità. Sul capo reca le piante tipiche del fiume, a volte raccolte tra le mani unitamente alla chiave di vita, la chiave ansata, che stava ad indicare che da essa sgorgava la vita del paese. Questo ci riporta anche ad Erodoto, il quale affermava che “l’Egitto è un dono del Nilo”.

Come in Mesopotamia, la fertilità e la fortuna di una terra sono generate da un fiume che qui diventa “padre degli dei”. Hapi è una forza che anima il fiume, il solo che possa auto crearsi, il signore dei pesci e seconda forma di Nun, l’oceano che circondava la terra, probabilmente perché gli Egizi pensavano che Hapi sgorgasse dal mare primigenio. Per loro il Nilo era “il mare” (iuma ), oppure “il grande fiume” (iteru aa). Seguire il suo fertile limo nero che si fa spazio tra la rossa sabbia del deserto significa seguire anche i diversi nomi che di terra in terra gli sono stati attribuiti. " Eccola, l'acqua di vita che si trova nel cielo, eccola l'acqua di vita che è nella terra. Il cielo risplende per te, la terra freme per te allorché nasce il dio. Le due colline si fendono, il dio si manifesta, il dio si espande nel suo corpo...". Così cominciano i testi delle Piramidi, con un inno alla vita, una vita che sorge tra le rocce di Elefantina, dove gli Egizi collocavano una delle sorgenti del Nilo.
 
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