Conosciamo, seppure solo per nome, il mito di Thor che, col suo martello, proteggeva le altre divinità a lui vicine. Il suo più grande nemico era Jormangand, il Serpente cosmico, avvinghiato alla Terra sul fondo del mare. Un giorno Thor assunse l’aspetto di un giovane ed alloggiò per una notte a casa del gigante Hymir, sperando che questi lo invitasse a pesca per poi sconfiggere il serpente.
Il giorno seguente, come sperato, Hymir stava preparandosi per andare a pesca e, quando Thor gli chiese di accompagnarlo, il gigante gli rispose che era troppo piccolo e giovane per accompagnarlo. Thor dovette resistere moltissimo alla tentazione di scagliare il martello sulla sua testa ma, ricordatosi del suo piano segreto, si limitò a chiedere ad Hymir quale esca dovesse usare. Il gigante alla domanda rispose che poteva usare ciò che voleva e Thor staccò la testa al bue più grande tra quelli della mandria di Hymir.
Il dio si dimostrò talmente forte nell’atto di impossessarsi dei remi da stupire lo stesso Hymir e quando arrivarono all’abituale luogo di pesca, Thor disse che voleva proseguire oltre. Così fecero, finché Hymir non si accorse che erano andati troppo lontano e che aveva paura, per via del serpente cosmico. Thor, ovviamente, non gli diede ascolto e proseguì, rendendo il suo compagno di viaggio sempre più ansioso. Quando finalmente Thor depose i remi, fissò la testa del bue sulla prua della barca, la assicurò all’estremità di una canna e la gettò in mare. Poco dopo il serpente la addentò e l’uncino che l’esca celava gli si conficcò nel palato. Thor, facendo appello a tutte le sue forze per resistere agli strattoni del serpente, sfondò il fondo della barca riuscendo, con molta fatica, a sollevare il serpente con una fune ma Hymir, preso dal panico e diventato bianco come un cencio, proprio nel momento in cui Thor si accingeva a sferrare il colpo mortale, tagliò la fune. Il serpente s’inabissò immediatamente sfuggendo al colpo mortale del martello divino che Thor, per rabbia, scagliò in mare. Il dio era così adirato con il gigante che lo colpì con forza facendolo cadere in mare, da cui non sarebbe più ricomparso, mentre Thor nuotò fino a riva. |