Chi ha detto che i felini e l’acqua non vanno d’accordo? Leoni, giaguari, ghepardi, in natura, hanno sviluppato nel tempo grandi capacità di pesca. Odin, tigre bianca del Bengala, nata in cattività, ne è la dimostrazione lampante. A vederla sott’acqua sembra tutto fuorché docile: sguardo minaccioso, occhi semichiusi, lunghe zanne sporgenti, zampe tozze forti, pronte a foderare gli artigli. Tale espressione, però, non è altro che il risultato di una tecnica che i felini hanno sviluppato per trattenere il respiro. Si tratta infatti dell’unico modo che ha la tigre per chiudere le narici ed evitare che le entri acqua nel naso. Simulazione di aggressività che, tuttavia, l’animale metterebbe in mostra a comando anche in cambio di un pezzo di carne che le viene gettato in una vasca profonda poco più di un metro. Insomma una piscina personale per la tigre nuotatrice, nata e cresciuta nello zoo di Vallejo, in California, all’interno della quale poter dileggiarsi in tuffetti o piccole passeggiatine subacquee.
Il suo istruttore, Lee Murno, garantisce però che lo spettacolo è nato e ha avuto successo senza forzature, ma per puro caso: «Fin da piccolo Odin prendeva il cibo dalle mie mani. Un giorno ho scoperto che se gettavo un pezzo di carne in acqua non aveva alcun problema a tuffarsi per recuperarlo». A poco a poco le nuotate sono diventate sempre più frequenti e abituali tanto da attirare l’attenzione di amatori e interessati. Ed è proprio grazie ad uno di questi che è stato pubblicato on line un video dal giornale britannico Daily Mail che ha fatto il giro del mondo, rendendo l’acquatica Odin la tigre del Bengala più famosa al mondo. Di esemplari bianchi come lui ormai in natura non se ne vedono più da trent’anni. Ci troviamo di fronte infatti di una varietà genetica rarissima e ammirabile solo negli zoo.
Bianche o gialle che siano, è interessante però notare come gli esemplari del Bengala siano i felini che più amano l’acqua. Anzi questi predatori, per sentirsi a proprio agio, necessitano di pozze o zone umide sempre a disposizione. Questi gattoni però non sono gli unici a non essere refrattari all’acqua. Basta pensare ai quelli più piccoli che in molte cose ricordano i nostri animali domestici. È parente stretto del nostro gatto casalingo, infatti, il cosiddetto Prionailurus viverrimus, volgarmente rinominato “gatto pescatore”, che tra le foreste del Nepal e del Pakistan sa procacciarsi il cibo esattamente come farebbe un cormorano, tuffandosi a testa giù e cimentandosi con la pesca subacquea. Per chi ha quindi un gatto domestico, attenzione al vostro acquario!
Foto di Buck Forester |