Il frammento, sia «scritto» che «fotografato», è il genere prediletto (e
predi-guardato) dall’artista partenopeo Giacomo Garzya, classe ’52, professore di lettere, poeta, saggista, ma soprattutto diarista dell’anima. La sua indole di riempitore di taccuini la si può comprendere meglio sfogliando
www.maree2001.it, il fresco e nuovo sito (webmaster
Enrico Veneruso) dove i versi e gli scorci dell’autore trovano la loro fortunata isola on-line, contaminata esclusivamente dal virus della memoria. Tanto mare, giochi di onde, rocce, sole a mille, trionfi di fiori, vulcani ed eruzioni di nuvole, cieli
in progress, acqua, aria, terra, fuoco: l’album intimo e non intimista di Garzya raccoglie un’infinità di scatti che trova il suo approdo, anche se l’impressione che si ha è che ogni scatto, superando il già visto
input contemplativo, non approda ma parte. La poetica dell’artista napoletano non prevede il fermo-immagine perché si basa sul moto-immagine: tutto ciò che fotografa non si ferma, ma continua ad andare (occhio alla sezione «elements») e a
muovere luce (vedi la sequenza di immagini dedicata a Ischia, Capri e Procida e il «ritratto» del Mar Rosso). «Il mio percorso poetico e fotografico - afferma Garzya - vuole essere come un diario dell’anima, il che potrebbe far pensare alla monotonia, ma se il ricorrere delle stagioni è lo stesso, le situazioni sono sempre diverse e anche il tono e la luce cambiano». Pensiero chiaramente impressionista che mette le scarpe e procede in ogni carrellata di foto, senza mai tentennare e smarrire la trebisonda. Il sito - che prende il nome dalla raccolta di poesie «Maree», pubblicate dall’autore nel 2001 - ha il talento dell’immediatezza: è facile da consultare e la struttura consente con pochi passaggi di entrare nel giornale intimo di Garzya. La photo gallery prevede dieci
stanze (Vesuvio, Naples, Capri, Ischia, Procida, Elements, Landscapes, Travels, Greece, Flowers) e ogni sequenza di immagini è supportata da una didascalia che indica il luogo e la data del reportage.