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Martedì 07 Settembre 2010
 
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La cantina degli abissi
La scoperta: sott’acqua il vino mantiene tutte le sue proprietà
di Rita Giuseppone
23.07.2010
Una cantina a settanta metri di profondità. Questa l’idea realizzata dall’azienda vinicola Bisson di Chiavari che ha fine giugno ha fatto ripescare dai fondali di Portofino, in località Cala degli Inglesi, le prime 6.500 bottiglie dello spumante “Abissi”.
L’azienda, infatti, aveva individuato in quella zona della costa ligure come il luogo ideale per far maturare lo spumante, grazie a naturali caratteristiche sia climatiche che di luce e temperatura. Il vino, calato sott’acqua nel maggio 2009, ha potuto riposare per dodici mesi in condizioni ideali, diventando così molto raro e pregiato.
Le operazioni di recupero della prima metà delle bottiglie sottoposte all'inusuale trattamento si sono svolte senza problemi, quindi il vino, completato il processo di spumantizzazione, verrà commercializzato a partire dalla fine di novembre. Piero Lugano, titolare della Bisson, dopo aver effettuato un primo assaggio a bordo della barca che ha recuperato le bottiglie, ha commentato: "La sensazione è che la qualità di questo spumante sia davvero elevata. Adesso, il processo di affinamento in miniera servirà a migliorare ulteriormente il livello".
La stessa azienda vinicola ha individuato, per un esperimento analogo, un altro sito, quello della miniera di Gambatesa, in Val Graveglia, (gestito dall' Ente Parco dell'Aveto) che, per le proprietà del luogo, ricco di ferro e manganese, si presta come location ideale per ripetere l’operazione.
Un “ripescaggio” simile, ma questa volta del tutto casuale, si è verificato nel mar Baltico a largo della Finlandia. Una squadra di sommozzatori, infatti, ha recuperato a metà luglio più di trenta bottiglie contenenti champagne “Veuve Cliquot” degli anni intorno al 1780. Il fortunato ritrovamento è avvenuto mentre i subaquei visitavano il relitto di un veliero naufragato a largo delle isole Aaland durante il diciottesimo secolo.
Christian Ekstroem, capo della squadra di sub che ha fatto la scoperta, ha dichiarato di essersi messo in contatto con la Moet&Chandon dove sono sicuri al 98% che si tratti del pregiatissimo “Veuve Cliquot”. Anche in questo caso la maturazione nei fondali marini sembra aver accentuato le qualità dello champagne: un’enologa che ha avuto il privilegio di gustarlo ha definito il prezioso liquido ''favoloso''.
In caso di conferma della datazione, si tratterebbe dello champagne bevibile più vecchio del mondo.
 
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