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De Vita, lo stilista delle barche
Quando il design è (quasi) tutto
di Silvio Campione
29.11.2005
Nel grande circo del lusso, la figura dello «yacht designer» completa il puzzle miliardario dove l'ostentazione - in senso positivo, beninteso - sembra senza fine. Barche di oltre trenta metri, dai costi incredibili, sono il fiore all'occhiello della cantieristica italiana ed europea. Eppure per essere barche perfette hanno bisogno di essere «vestite» come si deve: non possono, insomma, privarsi della raffinata matita del progettista d'interni. Come quella del napoletano Alberto de Vita (nella foto), studi partenopei, specializzazione inglese, pratica olandese. E una grande passione: il mare, in tutte le sue sfaccettature, dalla pesca sportiva alla costruzione, appunto, di barche di lusso per pochi eletti in grado di staccare assegni da milioni di euro. Sul tavolo del designer delle barche, nel piccolo ma attrezzato studio a Napoli, nel cuore del Vomero, decine di lavori stanno per fare il grande salto, quello che dalla progettazione porta direttamente alle onde marine. Come il 120 metri a vela commissionato da un ricco imprenditore irpino, roba da oltre 30 milioni di euro, un gioiello capace di attraversare l'Atlantico senza problemi. O come lo splendido De Vries, una barca olandese tutta in acciaio costruita nel 1939, che de Vita sta restaurando per conto di un noto professore della Federico II. «Il nostro lavoro - spiega l'architetto navale - si trasforma in una ricerca filologica dei ricambi e dei particolari dell'epoca. Adesso le nostre attenzioni, ad esempio, sono puntate sui due motori a quattro cilindri della De Vries, prodotti all'epoca a Bristol e ovviamente introvabili. Ma non ci arrendiamo». Lo studio dell'interno di uno yacht è sicuramente uno dei momenti più appassionanti della progettazione: occorre decidere la divisione degli spazi e la loro destinazione in base alle varie necessità di bordo. Ed è qui che entra in gioco l'architetto navale, il cui compito è di rendere disponibile il maggior spazio possibile dello yacht alle zone abitate, compatibilmente con le esigenze tecniche e funzionali dello scafo. L'architetto deve, cioè, distribuire e arredare gli interni secondo i desideri dell'armatore, ideando uno stile che ovviamente lo appaghi. E che a volte supera ogni immaginazione: «Basta non avere limiti al portafogli - aggiunge de Vita - e ogni desiderio è realizzabile».

Dalle stuoie ai legni esotici, fino al cosiddetto moderno contemporaneo, dove l'opulenza dei marmi, di moquette e di costose pelli contrasta a volte con la naturalezza dell'elemento mare, sugli yacht si vede davvero di tutto. Gli interni realizzati da de Vita si distinguono per la compassata eleganza, tipicamente mediterranea, dove trionfa il gusto per il bello. «Professionalmente sono cresciuto in Inghilterra - dice de Vita - poi mi sono trasferito in Olanda (collabora tuttora con i cantieri Hiwsba n.d.r.), dove lavorano molto bene l'acciaio e dal 1992 sono tornato a Napoli». Una carriera piena di soddisfazioni, quindi: «Soprattutto quando mi trovo davanti ad un restauro impegnativo», aggiunge l'architetto navale. Ma anche il progetto ex novo di una barca richiede un impegno non indifferente: si parte dallo schizzo a matita e si passa alle caratteristiche dimensionali della barca e al suo dislocamento. La larghezza e la lunghezza sono dati in fase preliminare dall'esperienza, mentre il dislocamento dipende anche dal budget che permette scelte costruttive e di materiali diverse. Dopo una serie di verifiche si arriva alla definizione di un capitolato per avere un preventivo accurato da parte del cantiere. Si passa quindi alla fase esecutiva del progetto accompagnato dall'utilizzo di programmi Autocad, cosa che dà la possibilità al cliente di «vedere» la sua barca offrendogli diverse soluzioni, in termine di materiali, finiture e geometrie. E una delle ultime scommesse di Alberto de Vita è il rilancio di uno storico cantiere navale napoletano, la Partenautica, famoso negli Anni 90 per i suoi «day cruiser» dalle linee accattivanti. Sul suo tavolo ci sono già due progetti, per un 40 piedi sportivo e un 50 piedi cabinato, da rifinire in base alle esigenze del cliente. Un altro studio è pronto per la Conam altra azienda partenopea di recente passata nell'orbita della siciliana Rodriguez.
 
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