Se il processo di unificazione dello spirito europeo ha conosciuto recenti significative battute d’arresto con la bocciatura francese ed olandese della Costituzione Europea, non altrettanto può dirsi per un ulteriore percorso di costruzione di una identità comune. Procede a grandi passi infatti il complesso di iniziative volte a consolidare e codificare – in un certo senso – lo spirito dell’identità mediterranea. Tre esempi della tensione che anima le istituzioni dei paesi del bacino mediterraneo sono di recente elaborazione, a sottolineare quanta importanza venga attribuita al Mare Nostrum in funzione di crogiuolo della cultura.
Le autorità francesi hanno significativamente annunciato l’inaugurazione del Museo delle Civiltà Europee e del Mediterraneo (Mucem) per il 2008. La dichiarazione è stata per così dire “stimolata” dalle critiche avanzate dal futuro direttore del museo, Michel Colardelle, archeologo di fama, il quale lamentava la lentezza nella realizzazione di un progetto concepito già nel lontano 1995. Raccogliendo l’appello le istituzioni transalpine si sono impegnate a rispettare la data di consegna della struttura che sorgerà nel Porto di Marsiglia, su un'area di 13.550 metri quadrati. Nel nuovo museo verranno ospitate in una cornice unitaria le collezioni prima conservate nel Museo della Arti e delle Tradizioni Popolari di Marsiglia (ATP) – che sarà quindi chiuso – e quelle della sezione di etnografia del Museo dell'uomo di Parigi.
Nel medesimo solco ideologico si pone l’iniziativa italiana di costruzione di un Archivio Storico Multimediale del Mediterraneo (ASMM), da instaurare in Sicilia, terra per posizione e vocazione da sempre ritenuta plausibile cerniera tra Oriente ed Occidente oltre che tra sud e nord del Mediterraneo. Il nuovo museo multimediale accoglierà gli archivi storici di 28 paesi costieri del Mediterraneo, i quali hanno accettato di creare un patrimonio di dati condiviso e facilmente consultabile, in modo da fornire una “interfaccia di risorse culturali fisicamente distanti tra loro”. La ricerca e l’affermazione di radici culturali comuni è vista dal Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali di Roma quale sostrato essenziale per l’instaurazione di un percorso di pacificazione dell’area.
Spunti simili sono proposti anche dal mondo accademico. Ancora la Sicilia protagonista, con l’ Università di Messina che si apre alle istanze della identità mediterranea proponendo tre nuove offerte formative calibrate sull’integrazione oltre che sulla valorizzazione del territorio e della risorsa marittima. Sono infatti stati attivati tre nuovi corsi di laurea dedicati rispettivamente a "Mediazione socioculturale per l'integrazione multietnica", "Scienze e Tecnologie delle arti figurative, della musica e dello spettacolo" e "Scienze dell'enogastronomia mediterranea e salute". Le lezioni dei corsi sono state anche delocalizzate su un’ampia area territoriale, coinvolgendo le località di Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo e Taormina. |