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Fotografie per meditare e navigare nella fantasia
A Verona fino al 15 aprile la mostra di Jerry Uelsmann
di Antonella Carlo
10.04.2007
Il segreto si racchiude in due mani accostate tra loro: all’interno di questo scrigno è ancorata una barchetta a remi, pronta per nuove partenze. Si sta per concludere a Verona, presso gli Scavi Scaligeri (al cortile del tribunale), la mostra dedicata a Jerry Uelsmann: “Meditation...navigation”, in programma sino al 15 aprile, è un appuntamento da non perdere, e non soltanto per gli appassionati di fotografia. L’artista di Detroit, infatti, ha segnato una vera e propria rivoluzione nel campo del trattamento dell’immagine: egli, come scrive Mauro Fiorese, «lavora con otto ingranditori diversi nei quali posiziona i negativi che, opportunamente mascherati, proiettano sulla carta frammenti di scatti realizzati anche a molti anni di distanza. Il risultato è un collage di pensieri, luoghi e persone, riuniti in un unico, suggestivo e fantastico colpo d’occhio».
Nell’esposizione veronese, i “fotomontaggi”, se ci si consente la definizione, sembrano seguire due binari tematici: la simbologia legata alle mani e lo studio della figura femminile. Una prima parte della mostra, infatti, fa delle mani l’espressione più concreta della identità umana: sono mani che stringono un uovo spezzato, da cui si libra, nel cielo, una creatura volante; oppure si sovrappongono ad una fiammella accesa, tentando di stringerla, per esprimere “The feel of light”, al quale noi tutti aspiriamo. Queste mani lisce e rugose, di uomo e di donna, afferrano, racchiudono, lasciano scappare il senso profondo dell’esistere: esse si ritrovano nella parte bassa della fotografia, mentre, in alto, differenti immagini completano e coronano il quadro. È il caso di “Protecting the heart”, in cui tanti palmi sovrapposti circondano un piccolo cuore; sullo sfondo, una sagoma maschile passeggia, di spalle, verso misteriosi orizzonti metropolitani. «Da ultimo, la mia speranza è sorprendere me stesso», dice Jerry Uelsmann: e la sorpresa si concretizza quando vedi lo “Studio del filosofo”, una stanza elegante con uno scrittoio ed un libro, su cui passeggia un piccolo uomo. Il saggio deve saper vivere quello che legge, vuole dirci Uelssman; e proprio il saggio, forse, come accade nella foto, lavora in una stanza che ha come soffitto il cielo, per riuscire a proiettarsi in una dimensione fantastica. Eppure sono soprattutto le donne, nella mostra “Meditation....navigation”, a dimostrarsi rivolte alla conquista della libertà interiore: Uelsmann fotografa donne-angelo, figure alate e fiabesche che si lanciano nello spazio, creature multiformi confuse nella natura, trasformate in ruscello ed albero, in radici e nuvole. In questo mondo in cui la realtà è sottomessa alle regole illogiche della fantasia, i personaggi femminili appaiono portatori, nello stesso momento, del peso e della leggerezza dell’esistere: mentre gli antichi scavi scaligeri assistono silenziosi e complici ad un’avventura creativa atemporale, le donne diventano l’icona di un tentativo inesausto di ascesa, in cui la navigazione non avviene senza la meditazione e la consapevolezza.
 
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