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Libri/Trittico di mare e di terra di Álvaro Mutis
Storie di taverne, marinai e amicizie ritrovate
di Roberto Combattente
03.05.2007
Trittico di mare e terra è un libro che sembra muoversi tra due estremi, geografici e dell’anima: le grigie acque di Brighton, stabilimento balneare vittoriano dove si aggira spettrale la folla della middle class inglese per dimenticare la noia della città e ostentare i segni di un decoro pagato a caro prezzo, e la luce di Maiorca che conferisce anche alla vita vissuta nella povertà materiale la dignità di una mitica pienezza. Álvaro Mutis racconta di un marinaio che trova conforto ad una vita sempre sul limite dell’indigenza e del carcere nell’amicizia di due uomini e di un bambino.
E lo fa narrando la discrezione, la delicatezza, i silenzi e le confessioni tra uomini rudi che si incontrano e si separano continuamente nei crocevia della vita: porti, taverne, imprese di pesca. Si tratta di marinai, avventurieri sempre abili a presagire le improvvise virate del destino e ad accettarne le sfide.
Un pescatore norvegese, vecchio amico del marinaio Maqroll, protagonista della storia, si rinserra in una misteriosa indifferenza verso le faccende della vita che alla fine troverà una spiegazione in un tragico epilogo annunciato.
Un altro amico, un pittore, è ossessionato dalla voglia di dipingere il vento, il vento che non lascia traccia, che non ha nome, che all’improvviso cambia direzione e non torma più: la bellezza di tutto ciò che nella vita è effimero e inafferrabile.
Maqroll,invece, riscopre il mondo attraverso gli occhi di un bambino (il figlio di un amico scomparso) che dà vita e personalità alle cose inanimate trovate sulla spiaggia:conchiglie, sassolini, vetri, scheletri di pesci, un pezzo di gomena che diventa la corda con cui fu impiccato un terribile pirata. Sullo sfondo, la grande notte mediterranea di Maiorca che fa da scenario all’incontro tra i due, una notte in cui il tempo scorre con un ritmo che ne fa una immagine dell’eternità.
La vicinanza del piccolo Jamil opera un miracolo. Tutte quelle possibilità che Maqroll - come tutti noi – ha fatalmente scelto di accantonare (l’angolo che non svoltò, la lettura di un libro che interruppe, la donna che non si decise a ritrovare) sono come una remota corrente che riaffiora un giorno per fondersi con quella della vita reale. Un tema, quello delle vite parallele, trattato con piglio metafisico da un altro grande sudamericano, Borges. All’ormai vecchio marinaio questo congiungersi momentaneo di ciò che è stato, di ciò che è e di ciò che avrebbe potuto essere dà il senso di una pienezza mai vissuta che,  nel momento in cui  Jamil ritornerà dalla madre e la corrente ritornerà nel suo alveo invisibile, si trasformerà nella paura di una vita ridotta a mera sopravvivenza.
Titolo: Trittico di Mare e di Terra
Autore:  Álvaro Mutis
Editore: Einaudi
 
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