IUPPITER GROUP | MEDIA • IuppiterNews • Iuppiter TV • Chiaia Magazine • La rivista del mare | LIBRI • Catalogo • Store
 
CHI SIAMO
HOME
NEWS
OBLO'
LE ATLANTIADI
TESORI MEDITERRANEI
CAPITANO MIO CAPITANO
DIMENSIONE BLU
OLTREMARE
LA CAMBUSA
MARE E LETTERATURA
LE PERLE
LE CONCHIGLIE
INSENATURE

  perle


 
Musica/Dalla pace del mare lontano
Sergio Cammariere poeta del jazz
di Gianluca Massa
03.07.2007
La calma piatta del mar Ionio spira tra i profumi calabresi nel primo album di Sergio Cammariere: Dalla pace del mare lontano (2002) è un disco fatto di jazz raffinato e colto, che seduce ed inebria. E’ un album a tratti malinconico e a tratti scherzoso, che vede i testi del poeta Roberto Kunstler e la collaborazione di virtuosi musicisti jazz. Brani morbidi e delicati si susseguono come onde in mare aperto che lente si infrangono sulla riva. La voce di Cammariere arriva pulita e calda, in un viaggio intenso e profondo in cui le atmosfere jazz cambiano ripetutamente umore, un po’ come se la musica fosse portata dalla marea. Così ci si perde nella bellezza del singolo Sorella mia, che prende connotazioni quasi latine: dall’orizzonte del mare si può immaginare il mondo e riuscire a vedere le stelle che nella notte passano oltre le nuvole. Il mare è un elemento fondamentale in questo primo disco di Cammariere. E’ prima di tutto il ricordo della sua città natale, che ha dovuto abbandonare in cerca di fortuna. Proprio come canta in Via da questo mare, canzone a cui il musicista è molto legato: un affascinante jazz malinconico, introdotto dalla chitarra suonata per mano di Alex Britti, evoca scene di una cittadina sul porto, tra navi, battelli, barche e gabbiani che fluttuano cariche di speranza e di mestizia. Il free jazz della titletrack, Dalla pace del mare lontano, ci porta tutta la spuma di quello Ionio, con quel suo andamento ritmico incalzante ed i virtuosismi di piano. Si cerca quella pace interiore mancata… e la si cerca nel mare, nelle onde verdi e trasparenti, dove la voce delle cose diventa un semplice ricordo e la linea d’ombra sparisce. Quelle ombre che “trafiggono il mare come le stelle che cadono e non si accendono più”, proprio come è cantato nell’intimista Per ricordarmi di te. Un mare lontano che sancisce distanze e porta speranze, che incoraggia l’amore e culla il cuore nella vita. Un mare libero e profumato che ci arriva sui suoni leggeri de Il mare, rielaborazione italiana (col testo di Pasquale Panella) di La mèr di Charles Trenet. Una fresca leggerezza che mette in evidenza la parte più gioiosa di Sergio Cammariere; così che oltre alle splendide ballate intimiste (tra le quali segnaliamo la meravigliosa Cambiamenti del mondo), c’è spazio anche per scherzi musicali, come le ultime Paese di goal, Vita d’artista e Cantautore piccolino, oltre che al jazz latino di Canto nel vento. Un disco versatile, in cui spicca la poesia d’amore di Tutto quello che un uomo (terza al Festival di Sanremo nel 2003 ed inclusa nella ristampa del disco) nella quale il mondo appare come un oceano da attraversare per l’amore di una donna. Un album romantico e ricco di perle preziose e delicate, nonchè di continui spruzzi d’acqua, a dimostrazione che la musica italiana non è solo fatta di stupide canzonette commerciali.
 
        indietro
 
larivistadelmare.it è un progetto IUPPITER GROUP tutti i diritti sono riservati p. iva 07969430631 - 2005/2014