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Musica/ I mondi sommersi dei Litfiba
Piero Pelù tra regine, terra e acqua
di Gianluca Massa
21.08.2007
“Mondi sommersi tutti da scoprire”. Così Piero Pelù e Ghigo Renzulli, ovvero i Litfiba nel 1997, arrivarono ai vertici delle classifiche italiane con Mondi sommersi: una perfetta fusione tra la grinta rock delle chitarre elettriche suonate dalla mano di Renzulli, una buona dose di elettronica e la serpentina voce di Pelù che striscia sulle efficaci linee melodiche. Mondi sommersi va a chiudere il cerchio tematico della Tetralogia degli elementi che i Litfiba cominciarono nel 1990 con El Diablo (Fuoco), passando per Terremoto (1993 - Terra) e Spirito (1995 - Aria). I suoni sono densi e viscosi, spesso sporchi e ruvidi, le liriche di facile impatto e meno impegnate e contestatarie dei loro precedenti lavori. La tracklist è ben fornita di canzoni appetibili e calibrate: singoli di successo, come la rock-romantica Regina di cuori o l’elettrizzante Ritmo #2, travolgono come un’onda. Brano dopo brano il disco non perde mai di tono, anzi riesce continuamente a sprigionare una forte carica, tra brani adrenalinici e canzoni più introspettive. I riferimenti al mare sono molteplici: dal paragone con l’”amore amaro… meraviglioso e mentale” in Regina di cuori, al suo bruciare di rabbia per una realtà distorta ed ingannatrice in Apri le tue porte (dedicata ad Aguila); l’acqua arriva fino al collo sui suoni urbani di Si può, mentre si impartiscono lezioni di vita, cercando dentro se stessi, “un lento fiume che corre, perché ogni cosa è come un’onda meravigliosa” nella ritmata Imparerò. Si prende un po’ di respiro con Goccia a goccia, ballata rock in cui le sonorità diventano acquose e la voce di Piero Pelù naviga in un mare nostalgico e calmo. Ed echi del passato arrivano con Sparami, la punta dell’iceberg dell’intero disco, tra rabbia rock e sarcasmo, in cui la realtà è sommersa da differenze di classe e rabbia gratuita. Da sottolineare le liquide e lunghe “Convoluzioni” ovvero giochi di chitarre distorte ed effetti elettronici sul finale dell’irriverente Dottor M., prima di arrivare all’ultimo goccio del disco con In fondo alla boccia, con un ubriaco Piero Pelù che biascica parole su di un etilico ritmo dai sapori acustici. Nuotare ed annegare per poi risalire, seguendo il ritmo. E’ questa la filosofia del duo fiorentino, che in Mondi sommersi riesce ad unire le energie nell’ennesima ottima prova discografica, che vende oltre 700.000 copie in Italia. Peccato che poi sia arrivata la rottura del gruppo: così quell’onda del successo li ha travolti e sbattuti nel baratro di insulse canzonette che del nome Litfiba non hanno conservato proprio nulla.
 
Artista: Litfiba
Album: Mondi Sommersi
Anno: 1997
Prezzo: 14,90
 
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