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I disincanti marini di Irene Grandi
Viaggio nella discografia della cantante toscana
di Gianluca Massa
29.01.2008
"Ha incendiato l’Italia per tutta l’estate da nord a sud con la sua splendida canzone Bruci la città". Questa la motivazione che ha portato a Irene Grandi, il Premio Radio nell’ultima edizione del Festivalbar. Il brano, scritto insieme a Francesco Bianconi dei Baustelle, è stato un vero e proprio tormentone radiofonico della passata estate. Al di là delle atmosfere apocalittiche, la canzone è fresca e solare, sfacciatamente orecchiabile, dal testo semplice e profondo, ispirato ad un genere fumettistico catastrofico. L’originale singolo ha lanciato il suo secondo best dal titolo Irenegrandi.hits, accompagnato da un simpatico video ambientato nella comunità virtuale di Second life, che la vede protagonista in versione cartoon. L’altro inedito è La finestra, decisamente più brit pop, dal beat incalzante e ben ritmato. Il testo racconta della fine di un amore, il disincanto di un sogno “finito a naufragare”, ma affrontato con forza ed ottimismo. Nel disco trovano spazio anche 4 cover che rendono omaggio a 4 grandi artisti della musica. Sono come tu mi vuoi, di Mina, secondo singolo estratto, rende bene per l’ottimo arrangiamento e la perfetta interpretazione di Irene Grandi. (You make me feel) A natural woman è una personale rilettura acustica del pezzo di Carol King, cantato dalla Franklin, ed inserito nel primissimo album omonimo della cantante toscana. Molto sofisticata è Estate di Bruno Martino, suonata come una moderna bossanova che ne addolcisce i toni malinconici e concede una maggiore libertà di espressione vocale. Si respira aria di fine estate, profumi di fiori e brezza di mare. Lo stesso mare che “sta a guardare” in Uno in più, successo dell’indimenticabile Lucio Battisti, già inserito nella raccolta Innocenti evasioni 2006. Il mare è un elemento ricorrente nelle canzoni di Irene Grandi. Si sceglie l’acqua per annegare le proprie delusioni affettive, in Un bagno in mare. Ancora un amore finito, il cui ricordo è salato come il mare stesso. “Un bagno in mare come due pesci galleggiare un po’” canta la Grandi su sonorità liquide. Pensieri e ricordi travolgono come un’onda in Vai Vai Vai, delicato pezzo dai toni soul. La voce di Irene Grandi è leggera e calda, quasi sospirata. Le stesse atmosfere di dolcezza ed intimità che si ritrovano in Dolcissimo amore. Ricordi che riaffiorano in Pensami, tra passeggiate in un parco a giugno e pomeriggi in riva al mare. Sempre romantica, ma dai toni più rock, è Buon compleanno, una dichiarazione d’amore sincera: “Amo te e quel sapore che sa di acqua di mare”. Profumi e sapori di un mare sconfinato come l’amore ed infinito come il tempo. E in Resist You il tempo diventa una goccia dispersa nella vastità marina. Un pezzo rockeggiante e graffiante, che vede la collaborazione di James Reid, leader della band neozelandese The Feelers. Nella raccolta sono presenti anche quattro sue hits completamente riarrangiate in versione unplugged: Cose da grandi, Oltre, Prima di partire per un lungo viaggio e Bum bum. L’ultima compare anche in versione originale, dato il suo enorme successo nell’estate 1995. Il testo scanzonato di assoluta evasione e le sonorità groove-rock all’inglese, hanno fatto di Bum bum uno dei sui maggiori cavalli di battaglia. Il look era da ragazzina sbarazzina, perennemente in vacanza, proprio come canta nell’altro successo di quell’estate, In vacanza da una vita. Ancora un brano solare, un inno alla gioia, che chiude i suoi concerti. Uno sguardo divertito sulla sua vita da artista, tra libertà e spensieratezza, sempre persa nel mare della fantasia. Nella doppia raccolta compaiono anche i brani sanremesi, Fuori (categoria giovani del 94) e La mia ragazza sempre, scritta da Vasco Rossi e arrivata seconda nell’edizione del Festival del 2000, oltre alle tante collaborazioni, da Jovanotti che nel 1994 le scrive la funky T.V.B., a Pino Daniele che scrive e canta con lei la romantica Se mi vuoi, edita nell’album del cantautore napoletano Non calpestare i fiori nel deserto (1995), a E’ solo un sogno, scritta da Paolo Benvegnù e duettata insieme al pianista Stefano Bollani. Una carriera lunga più di dieci anni che Irene Grandi racconta in questo doppio album ricco di successi, ancora ai vertici nelle classifiche italiane.
 
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