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Musica/Renga tra Ferro e Cartone
Il cantautore e il senso nascosto della vita
di Gianluca Massa
10.02.2008
Artista e padre. Ferro e cartone, come il titolo del suo ultimo lavoro. Così Francesco Renga ritorna sulle scene musicali dopo 2 anni di silenzio dalla sua vittoria a Sanremo nel 2005 ed il repackaging dell’album Camere con vista. La sua nuova fatica, Ferro e cartone, ha sapori internazionali per mano dell’ottima produzione dell’arrangiatore Corrado Rustici. Un disco maturo e romantico fatto di parole semplici su di un raffinato pop. L’energia quasi elettronica di Cambio direzione apre le danze, successo radiofonico della scorsa estate. Un tempo rock dal retrogusto d’oltremare, uno dei pochi presenti nel disco. Così comincia il viaggio, quello che il cantautore bresciano fa nella propria intimità. Renga racconta delle sue paure passate e dei suoi sogni presenti mettendo a nudo la propria anima. Quel voler cambiare rotta che spinge alla partenza, alla ricerca di posti più sicuri, crea quel senso di libertà che pervade l’intero disco. Traccia dopo traccia, si vola con ali semplici, fatte di ferro e cartone, sorretti dall’amore. Un sentimento che riecheggia nelle 11 canzoni del disco, filtrato dalla poderosa voce di Renga, spesso percorrendo vie decisamente più malinconiche. La dolcezza del piano e la carica della chitarra elettrica introducono questa tristezza nella titletrack, uno dei pezzi più belli dell’album, fino a sfociare in un coro liberatorio di più ampio respiro. Si sente forte l’influsso della sua vita privata, da marito e genitore, nel suo raccontare di sogni futuri e fare i conti coi fantasmi del passato. Ma è l’amore ad addolcire il tutto, a rendere il viaggio piacevole. Quell’amore atteso come cantato nella melanconica Preda dei venti o che lascia senza parole come in Vedrai:so solo che ti guardo e non vorrei mai smettere”. Dimmi… sembra essere un dialogo diretto (forse) coi figli, nell’intento difficile di voler spiegare il senso nascosto della vita. Ma “è meglio suggerire che spiegare tutto all’ascoltatore” dice Renga in un’intervista. Così che con pochi strumenti e poche take, l’album prende forma tracciando un percorso lungo tra melodie efficaci e refrain orecchiabili, oltre a testi diretti e puliti. Davanti c’è una nuova strada e dietro milioni di ricordi che riaffiorano nostalgici, come in Coralli, canzone delicata come quella pietra rossa perduta sopra la sabbia. Così si giunge al mare, che per Renga è un luogo dove poter trovare rifugio, un posto comodo ed ospitale.“Tutte le strade portano qua dove finisce il mare comincerà un altro giorno” canta in Dove finisce il mare: un brano positivo dalle sonorità morbide e solari, scandite su di un beat facile, fluido come l’acqua, che conclude il lungo viaggio musicale. Percorso che si intreccia con gli 11 capitoli del suo primo libro Come mi viene – Storie di ferro e cartone, edito dalla Feltrinelli. Ed il disco è disponibile anche in Limited edition, contenente un secondo cd con 9 dei nuovi brani risuonati per voce e piano.
AUTORE: FRANCESCO RENGA
ALBUM: FERRO E CARTONE
ANNO: 2007
CANZONE: DOVE FINISCE IL MARE; CORALLI
PREZZO: € 20,90 (Disco singolo) € 23,90 (Limited edition)
 
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