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Il golfo di Napoli nella morsa degli scarichi killer
Associazione Marevivo: Servono interventi concreti
di Redazione
05.03.2012
Il litorale del Golfo di Napoli continua a soffrire l’immissione di acque reflue non depurate. Mentre in città fervono i preparativi in vista della Coppa America, le coste locali vivono una situazione di massima criticità, determinata da anni di immobilismo che hanno provocato la non balneabilità di oltre la metà delle coste della Campania, soprattutto in provincia di Napoli e Caserta. È quanto emerso dal convegno “Il mare di Napoli: morte o rinascita”, organizzato lunedì 5 marzo dall’associazione Marevivo. Tra le problematiche maggiori, la decisione della Idrogest di sospendere la gestione dei depuratori di Cuma, Acerra, Regi Lagni e Marcianise nonostante la diffida della Regione Campania ad interrompere l’attività degli stessi depuratori. Forti le dichiarazioni della senatrice Diana De Feo, membro della settima Commissione permanente “Istruzione pubblica e beni culturali” del Senato, che, a margine del convegno, ha ammonito il sindaco di Napoli in merito alla situazione delle acque del Golfo dove si svolgeranno le regate: “Al sindaco De Magistris - ha detto la senatrice - che polemicamente al ministro Clini ha obiettato il diritto di non realizzare a Napoli il termovalorizzatore va ricordato che sempre per iniziare a pensare al presente piuttosto che al futuro sarebbe il caso che in occasione delle regate di Coppa America, non si rischi di dare al mondo intero lo spettacolo di un Golfo di Napoli che anche in superficie, presenta il volto del disastro rifiuti. Infine mi chiedo se non sia giunto il momento, in attesa di più completi interventi strutturali, di mettere in funzione i circa 300 spazzamare dimenticati in chi sa quale hangar”. Lunga la lista degli interventi da mettere in campo nelle diverse zone interessate, soprattutto in vista della stagione estiva, ormai prossima. “Qui ed ora - ha dichiarato la senatrice De Feo - è indispensabile dar corso ad una serie di interventi concreti: al depuratore di Napoli Est vanno allacciate le condotte delle acque reflue di San Giovanni a Teduccio; per l’impianto di Foce Sarno, dove è già attivo il trattamento biologico, va risolto il problema dei mancati allacciamenti di dieci Comuni a destra e a sinistra del fiume stesso; a Ischia va riattivato il funzionamento del depuratore, a Procida purtroppo non c’è nulla e a Capri l’impianto di Marina Grande, completato a dicembre e già collaudato, deve essere messo immediatamente in funzione rimuovendo gli ostacoli burocratici finora frapposti”.
 
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